domenica 10 aprile 2011
Una sentinella vestita di stracci fioriti,in borghese è arrivata nella solitudine dei giorni miei;
Coglievo le ginestre nei giardini verticali,
e i miei seni indispettiti hanno avvertito improvvisamente tutta la prepotente violenza del Maestrale.
"Ti piacciono le mongolfiere?"
"Ti piacciono gli alani?"
Ci siamo.
Ci siamo.
Eccoti.
"Sei una lapide bianca in un campo di margherite biancoazzurre,"mi dici.
E i tuoi anelli gitani su quelle dita così rugose mi parlano di fiabe angosciose e limpide,
per bambini iperattivi.
"Sgombra le stanze dei tuoi alberghi mentali,o chiudi le finestre,per dio,non lo senti il vento?
tu sei così libertina"
Ti fisso e ti chiudo gli occhi con un cenno,e mi prometto sposa a te,
magari su una rupe,circondata da un branco di cervi castrati e pecore intraprendenti.
Masturbazioni cerebrali.
Andiamo a fare le lotte nei viaggi lunari,
mettiamoci il rossetto nelle bocche frastagliate.
Quest'affezione di pelle sintetica fra le persone
che si conoscono nell'oscurità della notte
mi stà snervando,
a volte mi sembra che la vera vita
sia una fila nei cessi dei locali.
Fugace sintomo di eccitazione,si avvicina un uomo con la camicia sgualcita:
Barba incolta e occhi cerchiati.
Quanto basta.
Ma basta?
"Legami.
Lègami questa notte,che le distanze al buio si riducono,sembra tutto così vicino."
Detesto queste fasi embrionali.
Ci si dovrebbe scopare subito,magari con gli occhi,magari regolando i tempi di esposizione
dei battiti di ciglia.
My young bride,
Why are your shoulders like that
of a tired old woman?
Ho deciso,vattene,ho deciso,sono stanca,l'ho anche chiesto al dottore,
perchè avverto questa strana somiglianza con la mia gatta,che fa le fusa per cercare coccole,
e quando una mano si avvicina a fargliele,la voglia di scarnificarla prende sempre e comunque il sopravvento?
é il mito della lacerazione cerebrale,è perchè sò che la mia selvatichezza
è indecifrabile,ci vuole un codice cazzo,ci vuole un codice e non mi ricordo la combinazione.
Ho deciso vattene,ho deciso che torno a casa e mi tocco.
Mi tocco e smetto subito,mi sento così sensualmente pura,e bianca, da considerare un peccato l'autoerotismo.
Ho deciso,ho deciso che solo con un fiore bianco colto in Sardegna potrai sfiorarmi.
mettiamoci il rossetto nelle bocche frastagliate.
Quest'affezione di pelle sintetica fra le persone
che si conoscono nell'oscurità della notte
mi stà snervando,
a volte mi sembra che la vera vita
sia una fila nei cessi dei locali.
Fugace sintomo di eccitazione,si avvicina un uomo con la camicia sgualcita:
Barba incolta e occhi cerchiati.
Quanto basta.
Ma basta?
"Legami.
Lègami questa notte,che le distanze al buio si riducono,sembra tutto così vicino."
Detesto queste fasi embrionali.
Ci si dovrebbe scopare subito,magari con gli occhi,magari regolando i tempi di esposizione
dei battiti di ciglia.
My young bride,
Why are your shoulders like that
of a tired old woman?
Ho deciso,vattene,ho deciso,sono stanca,l'ho anche chiesto al dottore,
perchè avverto questa strana somiglianza con la mia gatta,che fa le fusa per cercare coccole,
e quando una mano si avvicina a fargliele,la voglia di scarnificarla prende sempre e comunque il sopravvento?
é il mito della lacerazione cerebrale,è perchè sò che la mia selvatichezza
è indecifrabile,ci vuole un codice cazzo,ci vuole un codice e non mi ricordo la combinazione.
Ho deciso vattene,ho deciso che torno a casa e mi tocco.
Mi tocco e smetto subito,mi sento così sensualmente pura,e bianca, da considerare un peccato l'autoerotismo.
Ho deciso,ho deciso che solo con un fiore bianco colto in Sardegna potrai sfiorarmi.
venerdì 8 aprile 2011
Prima di te
Prima di te c'erano dinosauri masticati nelle soffitte
festività scadute
parole al vento
relazioni iperconsumistiche
Gesùcristi in croce
sandaletti bassi e scomodi
paglie marine ruffiane
Mi sono sentita un topo in trappola in quella città,e non riesco a ricordare
quanti denti ho scoperto nel sorriderti dall'autobus
mentre levavi gli occhi al cielo riparandoti dal sole.
Mi dispiace ma non posso amarti prima del 2015;
nel frattempo sarà tutto un automaticamente fottersi automaticamente,
ho comprato i carioca per disegnarti gli orizzonti che mancano lì,
e ti ringrazio in anticipo per quel tappeto persiano che stenderai sull'asfalto al mio arrivo.
Nell'attesa del non-tempo,
ti lancio una molotov piena di fiori.
festività scadute
parole al vento
relazioni iperconsumistiche
Gesùcristi in croce
sandaletti bassi e scomodi
paglie marine ruffiane
Mi sono sentita un topo in trappola in quella città,e non riesco a ricordare
quanti denti ho scoperto nel sorriderti dall'autobus
mentre levavi gli occhi al cielo riparandoti dal sole.
Mi dispiace ma non posso amarti prima del 2015;
nel frattempo sarà tutto un automaticamente fottersi automaticamente,
ho comprato i carioca per disegnarti gli orizzonti che mancano lì,
e ti ringrazio in anticipo per quel tappeto persiano che stenderai sull'asfalto al mio arrivo.
Nell'attesa del non-tempo,
ti lancio una molotov piena di fiori.
La solitudine trova sempre casa negli aeroporti.
Animali da combattimento eccitati,stanchi,malinconici,nudi
relazioni probabilmente già finite.
Gli aeroporti.
Campi meravigliosamente neutrali.
D'una tale bellezza che mi viene da piangere quasi.
Mi siedo ai tavolini del bar e penso a tutti quanti voi.
Non ho mai dimenticato nessuno,e qui che mi sento protetta ve lo posso dire.
Siete-sempre tutti-eternamente dentro me,vi porto nel grembo come una mammina modello.
Milano ti tradisce
Milano ti accoltella alle spalle
Milano ti inacidisce con dolcezza
Milano ti manca quando te ne vai,che troia di città,
come ti permetti?
Camminiamo per le vie del centro e non ci pensiamo,
ti dico sarebbe bello se fosse sempre così,sarebbe bello se non dovessimo
trovarci a scegliere Mai.
Animali da combattimento eccitati,stanchi,malinconici,nudi
relazioni probabilmente già finite.
Gli aeroporti.
Campi meravigliosamente neutrali.
D'una tale bellezza che mi viene da piangere quasi.
Mi siedo ai tavolini del bar e penso a tutti quanti voi.
Non ho mai dimenticato nessuno,e qui che mi sento protetta ve lo posso dire.
Siete-sempre tutti-eternamente dentro me,vi porto nel grembo come una mammina modello.
Milano ti tradisce
Milano ti accoltella alle spalle
Milano ti inacidisce con dolcezza
Milano ti manca quando te ne vai,che troia di città,
come ti permetti?
Camminiamo per le vie del centro e non ci pensiamo,
ti dico sarebbe bello se fosse sempre così,sarebbe bello se non dovessimo
trovarci a scegliere Mai.
lunedì 4 aprile 2011
Una lunga treccia e scarpe slacciate sul pianerottolo del peccato originale.
è quasi estate e i miei capelli schiariscono,Morrissey canta let me kiss you
e s'incazza perche è scomodo nella lista del mio ipod.
l'ennesima volta e l'ennesimo errore,per la trecentoquindicesima volta che ti farò dormire nella camera
degli ospiti del mio cuore scucito.
i barbari sono alle porte,trascini i piedi e li accogli in abito da sera,il tuo papillon è piuttosto su di giri oggi.
Ti stò aspettando da prima che ti concepissero.
lo sai,la puntualità non è il mio forte.
sei la solita stronza e sono stanco della banalità dei tuoi ritardi.
me ne vado,strafottitivecchio.
se te ne vai mi uccido.
ok.
ok.?
NO NO,non spogliarti,rimani così.
porgimi il tuo viso e gli occhi tuoi ridenti e fuggitivi.
ridenti e fuggitivi.
La lingua è attillata,il palato è un asino,la chiave chissà dove cazzo sarà,
quel che sera e sarà.
Vieni con me,scappiamo al Sud,è casa tua in fondo,potrei ricoprirti di fiori dalla mattina alla sera.
ci penso su,magari mi conviene.
il vino mi tradisce,e piango come una bambina isterica,non provarci vecchio dimmerda,
non provarci a chiedermi perchè
uscendo stringo il trench color crema al petto e conduco tutto lo schifo verso la brrrumbrrum.
sono salva un'altra volta,finalmente l'indisponenza alla vita è tornata:
la sua assenza mi stava preoccupando.
mi lascio coccolare la nuca da un gatto bianco e sordo
che si era nascosto nei sedili posteriori,e penso esattamente a questo
è quasi estate e i miei capelli schiariscono,Morrissey canta let me kiss you
e s'incazza perche è scomodo nella lista del mio ipod.
l'ennesima volta e l'ennesimo errore,per la trecentoquindicesima volta che ti farò dormire nella camera
degli ospiti del mio cuore scucito.
i barbari sono alle porte,trascini i piedi e li accogli in abito da sera,il tuo papillon è piuttosto su di giri oggi.
Ti stò aspettando da prima che ti concepissero.
lo sai,la puntualità non è il mio forte.
sei la solita stronza e sono stanco della banalità dei tuoi ritardi.
me ne vado,strafottitivecchio.
se te ne vai mi uccido.
ok.
ok.?
NO NO,non spogliarti,rimani così.
porgimi il tuo viso e gli occhi tuoi ridenti e fuggitivi.
ridenti e fuggitivi.
La lingua è attillata,il palato è un asino,la chiave chissà dove cazzo sarà,
quel che sera e sarà.
Vieni con me,scappiamo al Sud,è casa tua in fondo,potrei ricoprirti di fiori dalla mattina alla sera.
ci penso su,magari mi conviene.
il vino mi tradisce,e piango come una bambina isterica,non provarci vecchio dimmerda,
non provarci a chiedermi perchè
uscendo stringo il trench color crema al petto e conduco tutto lo schifo verso la brrrumbrrum.
sono salva un'altra volta,finalmente l'indisponenza alla vita è tornata:
la sua assenza mi stava preoccupando.
mi lascio coccolare la nuca da un gatto bianco e sordo
che si era nascosto nei sedili posteriori,e penso esattamente a questo
domenica 3 aprile 2011
Quindi ti racconto della mia infanzia fra le mattonelle accecanti di quel cortile,
in fondo me lo hai chiesto.
Ti presento
Cavallette spettinate
Rane spaiate
Pecore madri
Ragni borghesi
e Pettirossi inebettiti.
Te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo,una,profonda,cicatrice?
Dicevo,con papà ragazzino e mamma caraibica percorrevamo il litorale della felicità
con la Renault magica e scassata in venticinque minuti e tre secondi
per raggiungere quei quattordici giorni
che avremmo vissuto
al gusto di caffè portoghese e sigari alla fragola.
Ricordo bene il rapporto duna/discesa elevato al quadrato della nostra oh-così-banale spensieratezza.
Ricordo bene cosa può regalarti quella spiaggia,cosa può rubarti,
te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo una,bellissima,illusione?
A circa cinque anni mamma in quei luoghi mi ha insegnato a prendermi cura delle stelle marine mutilate.
E io lo facevo,ero molto contenta,anche se mi era sconosciuto il significato.
A circa trentadue anni papà aveva già capito l'inettitudine di sua-figlia
e la lasciava fare
e faceva finta di dispiacersi con lei per i vermini purpurei resuscitati dalla riva
La prassi esoterica della mia infanzia a Solanas era pensare che tutti erano "come nessuno."
"ma che bella questa bambiba moretta,e che occhioni,che visino,fammi vedere secchielli e formine"
Ma per me eravate tutti stronzi col distintivo.
Adesso,pensavo,mi tolgo l'occhIONE destro
lo stringo fra le mani e lo lancio
ad una velocità supersonica
verso la chiesa degli infedeli rifugiati nel corpo di cristoamen
e gli dico
"Prendetene e bevetene tutti,
questo è il calice delle mie lacrime
offerto in sacrificio per voi
per questa sacrosanta rottura di coglioni
dell'anno 1992."
Io e il mio amico R
"Hai paura?"
"No io non ho paura"
Saltiamo sul fiume.
é stato come farci divorare la foce di tutti i nostri pensieri dissoluti
nell'acqua gelida di un caldissimo Agosto
ci siamo fatti frustare i capelli dalla dolcezza della pioggia torrenziale
abbiamo preso il thè delle cinque con le Galline nostresignore
abbiamo trovato l'àncora della salvezza nella cremina doposole
e abbiamo condiviso l'esoterico rito della doccia sfanculizzasalsedine
in cortile
Fischiettando trasformo un soffio in palude
e vi dico Arrivederci.
(E vorrei incontrarti lì.
Dopotutto abbiamo dimenticato,
e il sole ha bruciato tutto sorridendo istericamente,
forse sì,quella roulotte abbandonata doveva essere
un'avvertenza)
E io ti guardo dal finestrino un pò sporco
Abbandonandoti.
in fondo me lo hai chiesto.
Ti presento
Cavallette spettinate
Rane spaiate
Pecore madri
Ragni borghesi
e Pettirossi inebettiti.
Te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo,una,profonda,cicatrice?
Dicevo,con papà ragazzino e mamma caraibica percorrevamo il litorale della felicità
con la Renault magica e scassata in venticinque minuti e tre secondi
per raggiungere quei quattordici giorni
che avremmo vissuto
al gusto di caffè portoghese e sigari alla fragola.
Ricordo bene il rapporto duna/discesa elevato al quadrato della nostra oh-così-banale spensieratezza.
Ricordo bene cosa può regalarti quella spiaggia,cosa può rubarti,
te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo una,bellissima,illusione?
A circa cinque anni mamma in quei luoghi mi ha insegnato a prendermi cura delle stelle marine mutilate.
E io lo facevo,ero molto contenta,anche se mi era sconosciuto il significato.
A circa trentadue anni papà aveva già capito l'inettitudine di sua-figlia
e la lasciava fare
e faceva finta di dispiacersi con lei per i vermini purpurei resuscitati dalla riva
La prassi esoterica della mia infanzia a Solanas era pensare che tutti erano "come nessuno."
"ma che bella questa bambiba moretta,e che occhioni,che visino,fammi vedere secchielli e formine"
Ma per me eravate tutti stronzi col distintivo.
Adesso,pensavo,mi tolgo l'occhIONE destro
lo stringo fra le mani e lo lancio
ad una velocità supersonica
verso la chiesa degli infedeli rifugiati nel corpo di cristoamen
e gli dico
"Prendetene e bevetene tutti,
questo è il calice delle mie lacrime
offerto in sacrificio per voi
per questa sacrosanta rottura di coglioni
dell'anno 1992."
Io e il mio amico R
"Hai paura?"
"No io non ho paura"
Saltiamo sul fiume.
é stato come farci divorare la foce di tutti i nostri pensieri dissoluti
nell'acqua gelida di un caldissimo Agosto
ci siamo fatti frustare i capelli dalla dolcezza della pioggia torrenziale
abbiamo preso il thè delle cinque con le Galline nostresignore
abbiamo trovato l'àncora della salvezza nella cremina doposole
e abbiamo condiviso l'esoterico rito della doccia sfanculizzasalsedine
in cortile
Fischiettando trasformo un soffio in palude
e vi dico Arrivederci.
(E vorrei incontrarti lì.
Dopotutto abbiamo dimenticato,
e il sole ha bruciato tutto sorridendo istericamente,
forse sì,quella roulotte abbandonata doveva essere
un'avvertenza)
E io ti guardo dal finestrino un pò sporco
Abbandonandoti.
giovedì 31 marzo 2011
Non saprò mai darti una giusta spiegazione,Amore mio
ancora la cerco anche io,e non riescono mica a darmela
è tutto un gioco disegnato molto male in un foglio un pò sporco
ma nel frattempo che corri verso l'infinito
mentre segui la mappa del tesoro che tuo papà ti ha lasciato
io proverò a raccogliere tutta la polvere di stelle che posso solo per vedere i tuoi dentini
mentre sorridi.
martedì 29 marzo 2011
C'erano una volta i pakistani che telefonavano a voce altissima nelle piazzette frantumate.
Racchiudo tutte queste banalissime parole, e mentre quelli là continuano a urlare
decido che un giorno te le spedirò insieme a una marcia funebre coloratissima
come un'esplosione di fiori primaverili.
Mi avevi promesso che avresti ricucito i nostri pensieri con il filo interdentale
al prossimo allineamento dei pianeti,quando finalmente saturno sarebbe diventato nostro amico
e venere avrebbe smesso di spaccarci le palle.
Ad ogni modo le piazzette m'hanno rotto.
Scelgo un bar fighettissimo :
caffeina per il mio tremore,grazie.
La mala educatiòn:
trovo così pornograficamente attraenti i tuoi fianchi così stretti e i tuoi seni acerbi,
ti dispiace se ti guardo il culo?
sei così bella che spaccherei questo bicchiere di cristallo da sempre euro
con le mie mille mani da femminuccia.
ma poi peccato,apri bocca e mi dici ciao e la tua voce stride come un violino
e i violini m'infastidiscono.
grazie ed arrivederci.
Pago.
Passo al porto,adesso mi tuffo e giuro che nuoto fino all'inevitabile.
i gabbiani dal regno dei cieli ci fanno sentire le loro solite serenate a stomaco vuoto:
Rendiamo grazie al signore.
Prego,stronzi.
Salgo sull'autobus.
Guardo il meraviglioso putiferio di persone costrette a una convivenza in pochi metri.
Vietato toccarsi.
Se iniziassero a baciarsi tutti in bocca,a mio piacimento.
e se iniziassero ad azzuffarsi subito dopo.
io me ne rimarrei bella che seduta col mio golfino color ciliegia
a godermi lo spettacolo.
Scendo.
Adesso rimango immobile al centro del marciapiede
e continuo a scrivere sulla moleskine estigrancazzi di tutti.
un bel ragazzo mi fissa passa e trafigge l'ingiustizia della mia fermezza.
Se fossi cieca te la darei.
(che bello il tuo cervello labirintico pieno di coriandoli e coltelli.
degno delle tue ciglia lunghe e dal tuo cuore da cerbiatta.)
Racchiudo tutte queste banalissime parole, e mentre quelli là continuano a urlare
decido che un giorno te le spedirò insieme a una marcia funebre coloratissima
come un'esplosione di fiori primaverili.
Mi avevi promesso che avresti ricucito i nostri pensieri con il filo interdentale
al prossimo allineamento dei pianeti,quando finalmente saturno sarebbe diventato nostro amico
e venere avrebbe smesso di spaccarci le palle.
Ad ogni modo le piazzette m'hanno rotto.
Scelgo un bar fighettissimo :
caffeina per il mio tremore,grazie.
La mala educatiòn:
trovo così pornograficamente attraenti i tuoi fianchi così stretti e i tuoi seni acerbi,
ti dispiace se ti guardo il culo?
sei così bella che spaccherei questo bicchiere di cristallo da sempre euro
con le mie mille mani da femminuccia.
ma poi peccato,apri bocca e mi dici ciao e la tua voce stride come un violino
e i violini m'infastidiscono.
grazie ed arrivederci.
Pago.
Passo al porto,adesso mi tuffo e giuro che nuoto fino all'inevitabile.
i gabbiani dal regno dei cieli ci fanno sentire le loro solite serenate a stomaco vuoto:
Rendiamo grazie al signore.
Prego,stronzi.
Salgo sull'autobus.
Guardo il meraviglioso putiferio di persone costrette a una convivenza in pochi metri.
Vietato toccarsi.
Se iniziassero a baciarsi tutti in bocca,a mio piacimento.
e se iniziassero ad azzuffarsi subito dopo.
io me ne rimarrei bella che seduta col mio golfino color ciliegia
a godermi lo spettacolo.
Scendo.
Adesso rimango immobile al centro del marciapiede
e continuo a scrivere sulla moleskine estigrancazzi di tutti.
un bel ragazzo mi fissa passa e trafigge l'ingiustizia della mia fermezza.
Se fossi cieca te la darei.
(che bello il tuo cervello labirintico pieno di coriandoli e coltelli.
degno delle tue ciglia lunghe e dal tuo cuore da cerbiatta.)
lunedì 28 marzo 2011
Ma poi ci frega,il mare.
Mi dici che è colpa dell'orizzonte infinitamente verticale.
Costruiremo delle incoscienze lunari con le pietre che abbiamo trovato sulla riva,
o un castello per una principessa di stoffa che protegga il mio lato più infantile.
Nel prato,sotto l'erba,stringo il bicchiere di vino fino a frantumarlo,
e tu ti preoccupi ma io non provo niente,solo cecità per le voglie invadenti di chiunque
Mi odi e vuoi uccidermi perchè non ti concedo il mio lato più morboso
e io ti voglio bene,voglio che tu sia mio papà,
saresti un sacco fiero di me.
-Ma io sarò felice?
-tu sei già felice,grilletto,guardati.
-Ma io voglio essere più felice! e poi per sempre,tutti i giorni!
-forse non lo sarai. Sei troppo intelligente.
Poi guardo il mare,ieri ti sei scopato una che ti ha fatto la tabella astrale o non so che cazzo,
il problema è che non sei quella che cercavo e tu sei così bellina,così stronzetta,dammi la tua lingua ancora,uccidimi,fà di me quello che vuoi,
e mi fai ridere,non ci sono soffitte eroiche che limitino l'indecenza della nostra libertà.
e tornando a casa,mentre il sole rimbalza sui tuoi occhiali mentre guidi,
ti voglio bene.
Mi dici che è colpa dell'orizzonte infinitamente verticale.
Costruiremo delle incoscienze lunari con le pietre che abbiamo trovato sulla riva,
o un castello per una principessa di stoffa che protegga il mio lato più infantile.
Nel prato,sotto l'erba,stringo il bicchiere di vino fino a frantumarlo,
e tu ti preoccupi ma io non provo niente,solo cecità per le voglie invadenti di chiunque
Mi odi e vuoi uccidermi perchè non ti concedo il mio lato più morboso
e io ti voglio bene,voglio che tu sia mio papà,
saresti un sacco fiero di me.
-Ma io sarò felice?
-tu sei già felice,grilletto,guardati.
-Ma io voglio essere più felice! e poi per sempre,tutti i giorni!
-forse non lo sarai. Sei troppo intelligente.
Poi guardo il mare,ieri ti sei scopato una che ti ha fatto la tabella astrale o non so che cazzo,
il problema è che non sei quella che cercavo e tu sei così bellina,così stronzetta,dammi la tua lingua ancora,uccidimi,fà di me quello che vuoi,
e mi fai ridere,non ci sono soffitte eroiche che limitino l'indecenza della nostra libertà.
e tornando a casa,mentre il sole rimbalza sui tuoi occhiali mentre guidi,
ti voglio bene.
Ma cosa ne vuoi sapere,dal tuo stormo di pretese,dal tuo atto di presunzione,
mi hai mai vista la mattina,mettermi il rossetto,nel gesto più intimo delle mie giornate?
Hai mai sentito parlare di detonazioni craniche,tu che mi leggi il cervello ogni secondo?
Tu non conosci il senso labirintico della disperazione,
il pianto che ti lacera gli angoli della bocca,
il sangue che filtra dalla lingua
Stai cercando di parafrasare il mio rifiuto
ilMioSole-il tuoSoleuncazzo.
e sai,mi sorprendi,tutto quello che sò fare è dare calci a tutto quello che mi viene incontro,
tutto quello che sò fare è vivere da clochard nelle vite altrui,
tutto quello che sò fare è pagare l'affitto nel cuore di chi mi ama e aspettare la scadenza del contratto.
ma cosa credi,che sia facile per me vivere di cartapesta,e farmi in vena ogni santo giorno
del dolore che gli altri mi sparano addosso dopochè ricomincio a correre verso luoghi sconosciuti?
Le mie smorfie eteree credo parlino da sole.
Che più dai un valore alla figa più la svaluti.
L'amore non è altro che quello che hai sotto i vestiti,
e mentre ti fumi una sensazionale sigaretta senza dignità capisci che la terminologia ci fotte sempre.
Non cercate di capirmi mai più.
Che non è che una sofferta invadenza.
mi hai mai vista la mattina,mettermi il rossetto,nel gesto più intimo delle mie giornate?
Hai mai sentito parlare di detonazioni craniche,tu che mi leggi il cervello ogni secondo?
Tu non conosci il senso labirintico della disperazione,
il pianto che ti lacera gli angoli della bocca,
il sangue che filtra dalla lingua
Stai cercando di parafrasare il mio rifiuto
ilMioSole-il tuoSoleuncazzo.
e sai,mi sorprendi,tutto quello che sò fare è dare calci a tutto quello che mi viene incontro,
tutto quello che sò fare è vivere da clochard nelle vite altrui,
tutto quello che sò fare è pagare l'affitto nel cuore di chi mi ama e aspettare la scadenza del contratto.
ma cosa credi,che sia facile per me vivere di cartapesta,e farmi in vena ogni santo giorno
del dolore che gli altri mi sparano addosso dopochè ricomincio a correre verso luoghi sconosciuti?
Le mie smorfie eteree credo parlino da sole.
Che più dai un valore alla figa più la svaluti.
L'amore non è altro che quello che hai sotto i vestiti,
e mentre ti fumi una sensazionale sigaretta senza dignità capisci che la terminologia ci fotte sempre.
Non cercate di capirmi mai più.
Che non è che una sofferta invadenza.
domenica 27 marzo 2011
sabato 26 marzo 2011
IL SAMURAI LA BOTTEGAIA,UN LITRO E MEZZO DI LATTE.
Oggi a scuola abbiamo imparato a volare
che è come lasciarsi andare al vento che altro non è che
il soffio della vecchia della bottega,terza traversa a sinistra numero 55.
Sentirla parlare è come dondolare dolcemente sulle sue corde vocali e scivolare via
in un mondo che sà di varecchina e biscotti salati.
se provi a chiederle un litro e mezzo di latte,lei ti indicherà una porticina,che custodisce una dimensione fatata
popolata da cervi rossi e gatti senza pelo.
Davanti alla porticina,un'insegna:
"Dietro ogni bambino c'è una strega,è il fardello del futuro,
la strega è un avviso della selvatichezza delle possibilità,
è una palestra d'allenamento."
Ma la vecchia bottegaia ti dirà di non temere,e t'incoraggerà ad entrare.
Che i bambini senza paure sono come i fiori finti.
e che,male che vada,nelle infinite possibilità delle sofferenze,
ci sarà sempre un fascio di luce che avvolgerà la tua forza
fino a farti rifiorire un piccolo samurai.
che è come lasciarsi andare al vento che altro non è che
il soffio della vecchia della bottega,terza traversa a sinistra numero 55.
Sentirla parlare è come dondolare dolcemente sulle sue corde vocali e scivolare via
in un mondo che sà di varecchina e biscotti salati.
se provi a chiederle un litro e mezzo di latte,lei ti indicherà una porticina,che custodisce una dimensione fatata
popolata da cervi rossi e gatti senza pelo.
Davanti alla porticina,un'insegna:
"Dietro ogni bambino c'è una strega,è il fardello del futuro,
la strega è un avviso della selvatichezza delle possibilità,
è una palestra d'allenamento."
Ma la vecchia bottegaia ti dirà di non temere,e t'incoraggerà ad entrare.
Che i bambini senza paure sono come i fiori finti.
e che,male che vada,nelle infinite possibilità delle sofferenze,
ci sarà sempre un fascio di luce che avvolgerà la tua forza
fino a farti rifiorire un piccolo samurai.
Ingiurioso il tempo che ritorna senza gloria da un passato
rinnegato da una corsa a piè veloci.,
Come stai? pensavo è bello non rendersne conto,
è che credevo di essere sempre la stessa,
invece in una pagina di Queneau ho scoperto che nell'eternità di otto mesi
mi sono estinta e sono tornata e non mi ricordo più il punto di partenza.
Cioè,voglio dire,non sono quella che frignava nella tua macchina come un genio incompreso?
e davvero il senso del non dovere,questa ben ritrovata libertà, questo saper respirare sott'acqua
son tutte figlie della nostra fine di noi due proprio?
il vecchio ha dato un nome e un senso,fobia.
Fobia dei legami.
è che m'hai fermato nell'affanno,e mi hai tenuta lì in quel balconcino arredato così bene
che ho pensato fosse giusto prendere una pausa da questa maratona infinita.
solo che poi le gambette si son riprese,e tu avevi capito che non mi avresti mai raggiunta,
e mi hai fatto credere di avere una brutta malattia alle ginocchia
e abbiamo sotterrato la mia resistenza in mare
e per tutti gli altri mesi in realtà io son rimasta su quella riva
ad aspettare che tornassero,con la testa abbassata
mentre la tua vita scorreva e pensavi fossi al tuo fianco
ma al fianco tuo non ci sono mai stata.
non ti odio,non potrei mai,
solo è come se non ci fossi mai stato.
La mia vedi,non era una malattia.
E mai te ne farò una colpa,che quella scomoda nel mondo ero io.
Nel cuore di chiunque mi vengono attacchi claustrofobici.
rinnegato da una corsa a piè veloci.,
Come stai? pensavo è bello non rendersne conto,
è che credevo di essere sempre la stessa,
invece in una pagina di Queneau ho scoperto che nell'eternità di otto mesi
mi sono estinta e sono tornata e non mi ricordo più il punto di partenza.
Cioè,voglio dire,non sono quella che frignava nella tua macchina come un genio incompreso?
e davvero il senso del non dovere,questa ben ritrovata libertà, questo saper respirare sott'acqua
son tutte figlie della nostra fine di noi due proprio?
il vecchio ha dato un nome e un senso,fobia.
Fobia dei legami.
è che m'hai fermato nell'affanno,e mi hai tenuta lì in quel balconcino arredato così bene
che ho pensato fosse giusto prendere una pausa da questa maratona infinita.
solo che poi le gambette si son riprese,e tu avevi capito che non mi avresti mai raggiunta,
e mi hai fatto credere di avere una brutta malattia alle ginocchia
e abbiamo sotterrato la mia resistenza in mare
e per tutti gli altri mesi in realtà io son rimasta su quella riva
ad aspettare che tornassero,con la testa abbassata
mentre la tua vita scorreva e pensavi fossi al tuo fianco
ma al fianco tuo non ci sono mai stata.
non ti odio,non potrei mai,
solo è come se non ci fossi mai stato.
La mia vedi,non era una malattia.
E mai te ne farò una colpa,che quella scomoda nel mondo ero io.
Nel cuore di chiunque mi vengono attacchi claustrofobici.
mercoledì 23 marzo 2011
Vorrei poter credere nella bellezza delle cose come mi hai insegnato
in tutte quelle attese dei voli che non partivano mai
come quando piangevo a Verona con la divisa sporca di terra rossa
e dall'alto del nostro fallimento,con le mani mi hai alzato il viso
e mi hai detto non guardare giù,
volgi gli occhioni a questo cielo infantile
é tutto così difficile da quando sei partita con le nostre false speranze,
vorrei solo sdraiarmi su quell'amaca con te a fine estate,
che in quindici anni leggeri
ci ha assecondate e ci ha accettate come nessuno mai
E potevo dirti qualsiasi cosa sul tetto di casa tua,anche se soffrivo di vertigini e tu ridevi
e i nostri pianti femminili si sono confusi con la cenere del tuo camino,ti ricordi?
Mentre la Spagna ci separa,
la vita ci stà attraversando con mezzi sconosciuti
e nel treno per raggiungerci passerà il controllore a verificare la veridicità dei nostri percorsi
Hai timbrato il biglietto?
Qui non capiscono,qui non ascoltano,pensano che sia un complotto,non sanno giocare a nascondino
e non si nutrono dei mie lati umidi e oscuri che tu ti mangi a colazione.
Quando tornerai andremo al mare e torneremo ad essere quelle di sempre,
con un sacco di sabbia dentro le ballerine e i nostri bronci infiniti verso le barchette dell'amicizia.
Tu che mi accetti come una figlia,
tu che mi sorridi come una compagna,
tu che sei il mio braccio.
(tu che Mi manchi infinitamente)
in tutte quelle attese dei voli che non partivano mai
come quando piangevo a Verona con la divisa sporca di terra rossa
e dall'alto del nostro fallimento,con le mani mi hai alzato il viso
e mi hai detto non guardare giù,
volgi gli occhioni a questo cielo infantile
é tutto così difficile da quando sei partita con le nostre false speranze,
vorrei solo sdraiarmi su quell'amaca con te a fine estate,
che in quindici anni leggeri
ci ha assecondate e ci ha accettate come nessuno mai
E potevo dirti qualsiasi cosa sul tetto di casa tua,anche se soffrivo di vertigini e tu ridevi
e i nostri pianti femminili si sono confusi con la cenere del tuo camino,ti ricordi?
Mentre la Spagna ci separa,
la vita ci stà attraversando con mezzi sconosciuti
e nel treno per raggiungerci passerà il controllore a verificare la veridicità dei nostri percorsi
Hai timbrato il biglietto?
Qui non capiscono,qui non ascoltano,pensano che sia un complotto,non sanno giocare a nascondino
e non si nutrono dei mie lati umidi e oscuri che tu ti mangi a colazione.
Quando tornerai andremo al mare e torneremo ad essere quelle di sempre,
con un sacco di sabbia dentro le ballerine e i nostri bronci infiniti verso le barchette dell'amicizia.
Tu che mi accetti come una figlia,
tu che mi sorridi come una compagna,
tu che sei il mio braccio.
(tu che Mi manchi infinitamente)
martedì 22 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
Qui c'è largo spazio all'immaginazione,qui ci sono baci rubati ai marciapiedi della città bianca,
abbracci dimenticati in qualche cofano,e venti che filtrano fra i denti larghi.
C'è tanta di quella sabbia in macchina,tutti i sette km della spiaggia saranno mica lì?
e ti ricordi quando ubriachi in macchina faceva caldo e ci sentivamo eroi,manco guidassimo
la vita anzichè la super clio?
Un periodo andavo a letto con uno di vent'anni più grande che mi diceva
occhio che le metafore sono pericolose,piccola,e tu le usi troppo quelle disgraziate
e poi mi abbracciava e mi baciava e io ero felice e non me ne fregava niente
di sentirmi così metaforicamente tonta in quel letto vissuto da mille altre donne
Mio padre aveva una renault 5,bianca con gli interni color crema e non c'era
macchina più sfigata del vicinato e per me lui era davvero un eroe che ne andava fiero
e percorrevamo i litorali come se stessimo attraversando lo spazio
oh pàpi mettimi carissimo pinocchio e le canzoni della tua chitarra
Beatles e Cat Stevens le mie ninnananne
Credo che continuerò ancora a usarle,le metafore,tanto non ti offendi vero?
è passata una vita nel frattempo,credo mi perdonerài.
abbracci dimenticati in qualche cofano,e venti che filtrano fra i denti larghi.
C'è tanta di quella sabbia in macchina,tutti i sette km della spiaggia saranno mica lì?
e ti ricordi quando ubriachi in macchina faceva caldo e ci sentivamo eroi,manco guidassimo
la vita anzichè la super clio?
Un periodo andavo a letto con uno di vent'anni più grande che mi diceva
occhio che le metafore sono pericolose,piccola,e tu le usi troppo quelle disgraziate
e poi mi abbracciava e mi baciava e io ero felice e non me ne fregava niente
di sentirmi così metaforicamente tonta in quel letto vissuto da mille altre donne
Mio padre aveva una renault 5,bianca con gli interni color crema e non c'era
macchina più sfigata del vicinato e per me lui era davvero un eroe che ne andava fiero
e percorrevamo i litorali come se stessimo attraversando lo spazio
oh pàpi mettimi carissimo pinocchio e le canzoni della tua chitarra
Beatles e Cat Stevens le mie ninnananne
Credo che continuerò ancora a usarle,le metafore,tanto non ti offendi vero?
è passata una vita nel frattempo,credo mi perdonerài.
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