domenica 3 aprile 2011

Quindi ti racconto della mia infanzia fra le mattonelle accecanti di quel cortile,
in fondo me lo hai chiesto.


Ti presento 
Cavallette spettinate
Rane spaiate 
Pecore madri
Ragni borghesi 
e Pettirossi inebettiti.


Te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo,una,profonda,cicatrice?


Dicevo,con papà ragazzino e mamma caraibica percorrevamo il litorale della felicità
con la Renault magica e scassata in venticinque minuti e tre secondi


per raggiungere quei quattordici giorni
che avremmo vissuto
 al gusto di caffè portoghese e sigari alla fragola.


Ricordo bene il rapporto duna/discesa elevato al quadrato della nostra  oh-così-banale spensieratezza.




Ricordo bene cosa può regalarti quella spiaggia,cosa può rubarti,
te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo una,bellissima,illusione?


A circa cinque anni mamma in quei luoghi mi ha insegnato a prendermi cura delle stelle marine mutilate.
E io lo facevo,ero molto contenta,anche se mi era sconosciuto il significato.
A circa trentadue anni papà aveva già capito l'inettitudine di sua-figlia
e la lasciava fare
e faceva finta di dispiacersi con lei per i vermini purpurei resuscitati dalla riva




La prassi esoterica della mia infanzia a Solanas era pensare che tutti erano "come nessuno."
"ma che bella questa bambiba moretta,e che occhioni,che visino,fammi vedere secchielli e formine"


Ma per me eravate tutti stronzi col distintivo.




Adesso,pensavo,mi tolgo l'occhIONE  destro
lo stringo fra le mani e lo lancio
ad una velocità supersonica 
verso la chiesa degli infedeli rifugiati nel corpo di cristoamen
e gli dico
"Prendetene e bevetene tutti,
questo è il calice delle mie lacrime
offerto in sacrificio per voi
per questa sacrosanta rottura di coglioni
dell'anno 1992."








Io e il mio amico R
"Hai paura?"
"No io non ho paura"
Saltiamo sul fiume.
é stato come farci divorare la foce di tutti i nostri pensieri dissoluti
nell'acqua gelida di un caldissimo Agosto
ci siamo fatti frustare i capelli  dalla dolcezza della pioggia torrenziale
abbiamo preso il thè delle cinque con le Galline nostresignore 


abbiamo trovato l'àncora della salvezza nella cremina doposole


e abbiamo condiviso l'esoterico rito della doccia  sfanculizzasalsedine
in cortile 


Fischiettando trasformo un soffio in palude
e vi dico Arrivederci.


(E vorrei incontrarti lì.
Dopotutto abbiamo dimenticato,
e il sole ha bruciato  tutto sorridendo istericamente,
forse sì,quella roulotte abbandonata doveva essere
un'avvertenza)


E io ti guardo dal finestrino un pò sporco
        Abbandonandoti.

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