giovedì 31 marzo 2011
Non saprò mai darti una giusta spiegazione,Amore mio
ancora la cerco anche io,e non riescono mica a darmela
è tutto un gioco disegnato molto male in un foglio un pò sporco
ma nel frattempo che corri verso l'infinito
mentre segui la mappa del tesoro che tuo papà ti ha lasciato
io proverò a raccogliere tutta la polvere di stelle che posso solo per vedere i tuoi dentini
mentre sorridi.
martedì 29 marzo 2011
C'erano una volta i pakistani che telefonavano a voce altissima nelle piazzette frantumate.
Racchiudo tutte queste banalissime parole, e mentre quelli là continuano a urlare
decido che un giorno te le spedirò insieme a una marcia funebre coloratissima
come un'esplosione di fiori primaverili.
Mi avevi promesso che avresti ricucito i nostri pensieri con il filo interdentale
al prossimo allineamento dei pianeti,quando finalmente saturno sarebbe diventato nostro amico
e venere avrebbe smesso di spaccarci le palle.
Ad ogni modo le piazzette m'hanno rotto.
Scelgo un bar fighettissimo :
caffeina per il mio tremore,grazie.
La mala educatiòn:
trovo così pornograficamente attraenti i tuoi fianchi così stretti e i tuoi seni acerbi,
ti dispiace se ti guardo il culo?
sei così bella che spaccherei questo bicchiere di cristallo da sempre euro
con le mie mille mani da femminuccia.
ma poi peccato,apri bocca e mi dici ciao e la tua voce stride come un violino
e i violini m'infastidiscono.
grazie ed arrivederci.
Pago.
Passo al porto,adesso mi tuffo e giuro che nuoto fino all'inevitabile.
i gabbiani dal regno dei cieli ci fanno sentire le loro solite serenate a stomaco vuoto:
Rendiamo grazie al signore.
Prego,stronzi.
Salgo sull'autobus.
Guardo il meraviglioso putiferio di persone costrette a una convivenza in pochi metri.
Vietato toccarsi.
Se iniziassero a baciarsi tutti in bocca,a mio piacimento.
e se iniziassero ad azzuffarsi subito dopo.
io me ne rimarrei bella che seduta col mio golfino color ciliegia
a godermi lo spettacolo.
Scendo.
Adesso rimango immobile al centro del marciapiede
e continuo a scrivere sulla moleskine estigrancazzi di tutti.
un bel ragazzo mi fissa passa e trafigge l'ingiustizia della mia fermezza.
Se fossi cieca te la darei.
(che bello il tuo cervello labirintico pieno di coriandoli e coltelli.
degno delle tue ciglia lunghe e dal tuo cuore da cerbiatta.)
Racchiudo tutte queste banalissime parole, e mentre quelli là continuano a urlare
decido che un giorno te le spedirò insieme a una marcia funebre coloratissima
come un'esplosione di fiori primaverili.
Mi avevi promesso che avresti ricucito i nostri pensieri con il filo interdentale
al prossimo allineamento dei pianeti,quando finalmente saturno sarebbe diventato nostro amico
e venere avrebbe smesso di spaccarci le palle.
Ad ogni modo le piazzette m'hanno rotto.
Scelgo un bar fighettissimo :
caffeina per il mio tremore,grazie.
La mala educatiòn:
trovo così pornograficamente attraenti i tuoi fianchi così stretti e i tuoi seni acerbi,
ti dispiace se ti guardo il culo?
sei così bella che spaccherei questo bicchiere di cristallo da sempre euro
con le mie mille mani da femminuccia.
ma poi peccato,apri bocca e mi dici ciao e la tua voce stride come un violino
e i violini m'infastidiscono.
grazie ed arrivederci.
Pago.
Passo al porto,adesso mi tuffo e giuro che nuoto fino all'inevitabile.
i gabbiani dal regno dei cieli ci fanno sentire le loro solite serenate a stomaco vuoto:
Rendiamo grazie al signore.
Prego,stronzi.
Salgo sull'autobus.
Guardo il meraviglioso putiferio di persone costrette a una convivenza in pochi metri.
Vietato toccarsi.
Se iniziassero a baciarsi tutti in bocca,a mio piacimento.
e se iniziassero ad azzuffarsi subito dopo.
io me ne rimarrei bella che seduta col mio golfino color ciliegia
a godermi lo spettacolo.
Scendo.
Adesso rimango immobile al centro del marciapiede
e continuo a scrivere sulla moleskine estigrancazzi di tutti.
un bel ragazzo mi fissa passa e trafigge l'ingiustizia della mia fermezza.
Se fossi cieca te la darei.
(che bello il tuo cervello labirintico pieno di coriandoli e coltelli.
degno delle tue ciglia lunghe e dal tuo cuore da cerbiatta.)
lunedì 28 marzo 2011
Ma poi ci frega,il mare.
Mi dici che è colpa dell'orizzonte infinitamente verticale.
Costruiremo delle incoscienze lunari con le pietre che abbiamo trovato sulla riva,
o un castello per una principessa di stoffa che protegga il mio lato più infantile.
Nel prato,sotto l'erba,stringo il bicchiere di vino fino a frantumarlo,
e tu ti preoccupi ma io non provo niente,solo cecità per le voglie invadenti di chiunque
Mi odi e vuoi uccidermi perchè non ti concedo il mio lato più morboso
e io ti voglio bene,voglio che tu sia mio papà,
saresti un sacco fiero di me.
-Ma io sarò felice?
-tu sei già felice,grilletto,guardati.
-Ma io voglio essere più felice! e poi per sempre,tutti i giorni!
-forse non lo sarai. Sei troppo intelligente.
Poi guardo il mare,ieri ti sei scopato una che ti ha fatto la tabella astrale o non so che cazzo,
il problema è che non sei quella che cercavo e tu sei così bellina,così stronzetta,dammi la tua lingua ancora,uccidimi,fà di me quello che vuoi,
e mi fai ridere,non ci sono soffitte eroiche che limitino l'indecenza della nostra libertà.
e tornando a casa,mentre il sole rimbalza sui tuoi occhiali mentre guidi,
ti voglio bene.
Mi dici che è colpa dell'orizzonte infinitamente verticale.
Costruiremo delle incoscienze lunari con le pietre che abbiamo trovato sulla riva,
o un castello per una principessa di stoffa che protegga il mio lato più infantile.
Nel prato,sotto l'erba,stringo il bicchiere di vino fino a frantumarlo,
e tu ti preoccupi ma io non provo niente,solo cecità per le voglie invadenti di chiunque
Mi odi e vuoi uccidermi perchè non ti concedo il mio lato più morboso
e io ti voglio bene,voglio che tu sia mio papà,
saresti un sacco fiero di me.
-Ma io sarò felice?
-tu sei già felice,grilletto,guardati.
-Ma io voglio essere più felice! e poi per sempre,tutti i giorni!
-forse non lo sarai. Sei troppo intelligente.
Poi guardo il mare,ieri ti sei scopato una che ti ha fatto la tabella astrale o non so che cazzo,
il problema è che non sei quella che cercavo e tu sei così bellina,così stronzetta,dammi la tua lingua ancora,uccidimi,fà di me quello che vuoi,
e mi fai ridere,non ci sono soffitte eroiche che limitino l'indecenza della nostra libertà.
e tornando a casa,mentre il sole rimbalza sui tuoi occhiali mentre guidi,
ti voglio bene.
Ma cosa ne vuoi sapere,dal tuo stormo di pretese,dal tuo atto di presunzione,
mi hai mai vista la mattina,mettermi il rossetto,nel gesto più intimo delle mie giornate?
Hai mai sentito parlare di detonazioni craniche,tu che mi leggi il cervello ogni secondo?
Tu non conosci il senso labirintico della disperazione,
il pianto che ti lacera gli angoli della bocca,
il sangue che filtra dalla lingua
Stai cercando di parafrasare il mio rifiuto
ilMioSole-il tuoSoleuncazzo.
e sai,mi sorprendi,tutto quello che sò fare è dare calci a tutto quello che mi viene incontro,
tutto quello che sò fare è vivere da clochard nelle vite altrui,
tutto quello che sò fare è pagare l'affitto nel cuore di chi mi ama e aspettare la scadenza del contratto.
ma cosa credi,che sia facile per me vivere di cartapesta,e farmi in vena ogni santo giorno
del dolore che gli altri mi sparano addosso dopochè ricomincio a correre verso luoghi sconosciuti?
Le mie smorfie eteree credo parlino da sole.
Che più dai un valore alla figa più la svaluti.
L'amore non è altro che quello che hai sotto i vestiti,
e mentre ti fumi una sensazionale sigaretta senza dignità capisci che la terminologia ci fotte sempre.
Non cercate di capirmi mai più.
Che non è che una sofferta invadenza.
mi hai mai vista la mattina,mettermi il rossetto,nel gesto più intimo delle mie giornate?
Hai mai sentito parlare di detonazioni craniche,tu che mi leggi il cervello ogni secondo?
Tu non conosci il senso labirintico della disperazione,
il pianto che ti lacera gli angoli della bocca,
il sangue che filtra dalla lingua
Stai cercando di parafrasare il mio rifiuto
ilMioSole-il tuoSoleuncazzo.
e sai,mi sorprendi,tutto quello che sò fare è dare calci a tutto quello che mi viene incontro,
tutto quello che sò fare è vivere da clochard nelle vite altrui,
tutto quello che sò fare è pagare l'affitto nel cuore di chi mi ama e aspettare la scadenza del contratto.
ma cosa credi,che sia facile per me vivere di cartapesta,e farmi in vena ogni santo giorno
del dolore che gli altri mi sparano addosso dopochè ricomincio a correre verso luoghi sconosciuti?
Le mie smorfie eteree credo parlino da sole.
Che più dai un valore alla figa più la svaluti.
L'amore non è altro che quello che hai sotto i vestiti,
e mentre ti fumi una sensazionale sigaretta senza dignità capisci che la terminologia ci fotte sempre.
Non cercate di capirmi mai più.
Che non è che una sofferta invadenza.
domenica 27 marzo 2011
sabato 26 marzo 2011
IL SAMURAI LA BOTTEGAIA,UN LITRO E MEZZO DI LATTE.
Oggi a scuola abbiamo imparato a volare
che è come lasciarsi andare al vento che altro non è che
il soffio della vecchia della bottega,terza traversa a sinistra numero 55.
Sentirla parlare è come dondolare dolcemente sulle sue corde vocali e scivolare via
in un mondo che sà di varecchina e biscotti salati.
se provi a chiederle un litro e mezzo di latte,lei ti indicherà una porticina,che custodisce una dimensione fatata
popolata da cervi rossi e gatti senza pelo.
Davanti alla porticina,un'insegna:
"Dietro ogni bambino c'è una strega,è il fardello del futuro,
la strega è un avviso della selvatichezza delle possibilità,
è una palestra d'allenamento."
Ma la vecchia bottegaia ti dirà di non temere,e t'incoraggerà ad entrare.
Che i bambini senza paure sono come i fiori finti.
e che,male che vada,nelle infinite possibilità delle sofferenze,
ci sarà sempre un fascio di luce che avvolgerà la tua forza
fino a farti rifiorire un piccolo samurai.
che è come lasciarsi andare al vento che altro non è che
il soffio della vecchia della bottega,terza traversa a sinistra numero 55.
Sentirla parlare è come dondolare dolcemente sulle sue corde vocali e scivolare via
in un mondo che sà di varecchina e biscotti salati.
se provi a chiederle un litro e mezzo di latte,lei ti indicherà una porticina,che custodisce una dimensione fatata
popolata da cervi rossi e gatti senza pelo.
Davanti alla porticina,un'insegna:
"Dietro ogni bambino c'è una strega,è il fardello del futuro,
la strega è un avviso della selvatichezza delle possibilità,
è una palestra d'allenamento."
Ma la vecchia bottegaia ti dirà di non temere,e t'incoraggerà ad entrare.
Che i bambini senza paure sono come i fiori finti.
e che,male che vada,nelle infinite possibilità delle sofferenze,
ci sarà sempre un fascio di luce che avvolgerà la tua forza
fino a farti rifiorire un piccolo samurai.
Ingiurioso il tempo che ritorna senza gloria da un passato
rinnegato da una corsa a piè veloci.,
Come stai? pensavo è bello non rendersne conto,
è che credevo di essere sempre la stessa,
invece in una pagina di Queneau ho scoperto che nell'eternità di otto mesi
mi sono estinta e sono tornata e non mi ricordo più il punto di partenza.
Cioè,voglio dire,non sono quella che frignava nella tua macchina come un genio incompreso?
e davvero il senso del non dovere,questa ben ritrovata libertà, questo saper respirare sott'acqua
son tutte figlie della nostra fine di noi due proprio?
il vecchio ha dato un nome e un senso,fobia.
Fobia dei legami.
è che m'hai fermato nell'affanno,e mi hai tenuta lì in quel balconcino arredato così bene
che ho pensato fosse giusto prendere una pausa da questa maratona infinita.
solo che poi le gambette si son riprese,e tu avevi capito che non mi avresti mai raggiunta,
e mi hai fatto credere di avere una brutta malattia alle ginocchia
e abbiamo sotterrato la mia resistenza in mare
e per tutti gli altri mesi in realtà io son rimasta su quella riva
ad aspettare che tornassero,con la testa abbassata
mentre la tua vita scorreva e pensavi fossi al tuo fianco
ma al fianco tuo non ci sono mai stata.
non ti odio,non potrei mai,
solo è come se non ci fossi mai stato.
La mia vedi,non era una malattia.
E mai te ne farò una colpa,che quella scomoda nel mondo ero io.
Nel cuore di chiunque mi vengono attacchi claustrofobici.
rinnegato da una corsa a piè veloci.,
Come stai? pensavo è bello non rendersne conto,
è che credevo di essere sempre la stessa,
invece in una pagina di Queneau ho scoperto che nell'eternità di otto mesi
mi sono estinta e sono tornata e non mi ricordo più il punto di partenza.
Cioè,voglio dire,non sono quella che frignava nella tua macchina come un genio incompreso?
e davvero il senso del non dovere,questa ben ritrovata libertà, questo saper respirare sott'acqua
son tutte figlie della nostra fine di noi due proprio?
il vecchio ha dato un nome e un senso,fobia.
Fobia dei legami.
è che m'hai fermato nell'affanno,e mi hai tenuta lì in quel balconcino arredato così bene
che ho pensato fosse giusto prendere una pausa da questa maratona infinita.
solo che poi le gambette si son riprese,e tu avevi capito che non mi avresti mai raggiunta,
e mi hai fatto credere di avere una brutta malattia alle ginocchia
e abbiamo sotterrato la mia resistenza in mare
e per tutti gli altri mesi in realtà io son rimasta su quella riva
ad aspettare che tornassero,con la testa abbassata
mentre la tua vita scorreva e pensavi fossi al tuo fianco
ma al fianco tuo non ci sono mai stata.
non ti odio,non potrei mai,
solo è come se non ci fossi mai stato.
La mia vedi,non era una malattia.
E mai te ne farò una colpa,che quella scomoda nel mondo ero io.
Nel cuore di chiunque mi vengono attacchi claustrofobici.
mercoledì 23 marzo 2011
Vorrei poter credere nella bellezza delle cose come mi hai insegnato
in tutte quelle attese dei voli che non partivano mai
come quando piangevo a Verona con la divisa sporca di terra rossa
e dall'alto del nostro fallimento,con le mani mi hai alzato il viso
e mi hai detto non guardare giù,
volgi gli occhioni a questo cielo infantile
é tutto così difficile da quando sei partita con le nostre false speranze,
vorrei solo sdraiarmi su quell'amaca con te a fine estate,
che in quindici anni leggeri
ci ha assecondate e ci ha accettate come nessuno mai
E potevo dirti qualsiasi cosa sul tetto di casa tua,anche se soffrivo di vertigini e tu ridevi
e i nostri pianti femminili si sono confusi con la cenere del tuo camino,ti ricordi?
Mentre la Spagna ci separa,
la vita ci stà attraversando con mezzi sconosciuti
e nel treno per raggiungerci passerà il controllore a verificare la veridicità dei nostri percorsi
Hai timbrato il biglietto?
Qui non capiscono,qui non ascoltano,pensano che sia un complotto,non sanno giocare a nascondino
e non si nutrono dei mie lati umidi e oscuri che tu ti mangi a colazione.
Quando tornerai andremo al mare e torneremo ad essere quelle di sempre,
con un sacco di sabbia dentro le ballerine e i nostri bronci infiniti verso le barchette dell'amicizia.
Tu che mi accetti come una figlia,
tu che mi sorridi come una compagna,
tu che sei il mio braccio.
(tu che Mi manchi infinitamente)
in tutte quelle attese dei voli che non partivano mai
come quando piangevo a Verona con la divisa sporca di terra rossa
e dall'alto del nostro fallimento,con le mani mi hai alzato il viso
e mi hai detto non guardare giù,
volgi gli occhioni a questo cielo infantile
é tutto così difficile da quando sei partita con le nostre false speranze,
vorrei solo sdraiarmi su quell'amaca con te a fine estate,
che in quindici anni leggeri
ci ha assecondate e ci ha accettate come nessuno mai
E potevo dirti qualsiasi cosa sul tetto di casa tua,anche se soffrivo di vertigini e tu ridevi
e i nostri pianti femminili si sono confusi con la cenere del tuo camino,ti ricordi?
Mentre la Spagna ci separa,
la vita ci stà attraversando con mezzi sconosciuti
e nel treno per raggiungerci passerà il controllore a verificare la veridicità dei nostri percorsi
Hai timbrato il biglietto?
Qui non capiscono,qui non ascoltano,pensano che sia un complotto,non sanno giocare a nascondino
e non si nutrono dei mie lati umidi e oscuri che tu ti mangi a colazione.
Quando tornerai andremo al mare e torneremo ad essere quelle di sempre,
con un sacco di sabbia dentro le ballerine e i nostri bronci infiniti verso le barchette dell'amicizia.
Tu che mi accetti come una figlia,
tu che mi sorridi come una compagna,
tu che sei il mio braccio.
(tu che Mi manchi infinitamente)
martedì 22 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
Qui c'è largo spazio all'immaginazione,qui ci sono baci rubati ai marciapiedi della città bianca,
abbracci dimenticati in qualche cofano,e venti che filtrano fra i denti larghi.
C'è tanta di quella sabbia in macchina,tutti i sette km della spiaggia saranno mica lì?
e ti ricordi quando ubriachi in macchina faceva caldo e ci sentivamo eroi,manco guidassimo
la vita anzichè la super clio?
Un periodo andavo a letto con uno di vent'anni più grande che mi diceva
occhio che le metafore sono pericolose,piccola,e tu le usi troppo quelle disgraziate
e poi mi abbracciava e mi baciava e io ero felice e non me ne fregava niente
di sentirmi così metaforicamente tonta in quel letto vissuto da mille altre donne
Mio padre aveva una renault 5,bianca con gli interni color crema e non c'era
macchina più sfigata del vicinato e per me lui era davvero un eroe che ne andava fiero
e percorrevamo i litorali come se stessimo attraversando lo spazio
oh pàpi mettimi carissimo pinocchio e le canzoni della tua chitarra
Beatles e Cat Stevens le mie ninnananne
Credo che continuerò ancora a usarle,le metafore,tanto non ti offendi vero?
è passata una vita nel frattempo,credo mi perdonerài.
abbracci dimenticati in qualche cofano,e venti che filtrano fra i denti larghi.
C'è tanta di quella sabbia in macchina,tutti i sette km della spiaggia saranno mica lì?
e ti ricordi quando ubriachi in macchina faceva caldo e ci sentivamo eroi,manco guidassimo
la vita anzichè la super clio?
Un periodo andavo a letto con uno di vent'anni più grande che mi diceva
occhio che le metafore sono pericolose,piccola,e tu le usi troppo quelle disgraziate
e poi mi abbracciava e mi baciava e io ero felice e non me ne fregava niente
di sentirmi così metaforicamente tonta in quel letto vissuto da mille altre donne
Mio padre aveva una renault 5,bianca con gli interni color crema e non c'era
macchina più sfigata del vicinato e per me lui era davvero un eroe che ne andava fiero
e percorrevamo i litorali come se stessimo attraversando lo spazio
oh pàpi mettimi carissimo pinocchio e le canzoni della tua chitarra
Beatles e Cat Stevens le mie ninnananne
Credo che continuerò ancora a usarle,le metafore,tanto non ti offendi vero?
è passata una vita nel frattempo,credo mi perdonerài.
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