Quindi ti racconto della mia infanzia fra le mattonelle accecanti di quel cortile,
in fondo me lo hai chiesto.
Ti presento
Cavallette spettinate
Rane spaiate
Pecore madri
Ragni borghesi
e Pettirossi inebettiti.
Te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo,una,profonda,cicatrice?
Dicevo,con papà ragazzino e mamma caraibica percorrevamo il litorale della felicità
con la Renault magica e scassata in venticinque minuti e tre secondi
per raggiungere quei quattordici giorni
che avremmo vissuto
al gusto di caffè portoghese e sigari alla fragola.
Ricordo bene il rapporto duna/discesa elevato al quadrato della nostra oh-così-banale spensieratezza.
Ricordo bene cosa può regalarti quella spiaggia,cosa può rubarti,
te l'hanno mica mai detto che il Mare è solo una,bellissima,illusione?
A circa cinque anni mamma in quei luoghi mi ha insegnato a prendermi cura delle stelle marine mutilate.
E io lo facevo,ero molto contenta,anche se mi era sconosciuto il significato.
A circa trentadue anni papà aveva già capito l'inettitudine di sua-figlia
e la lasciava fare
e faceva finta di dispiacersi con lei per i vermini purpurei resuscitati dalla riva
La prassi esoterica della mia infanzia a Solanas era pensare che tutti erano "come nessuno."
"ma che bella questa bambiba moretta,e che occhioni,che visino,fammi vedere secchielli e formine"
Ma per me eravate tutti stronzi col distintivo.
Adesso,pensavo,mi tolgo l'occhIONE destro
lo stringo fra le mani e lo lancio
ad una velocità supersonica
verso la chiesa degli infedeli rifugiati nel corpo di cristoamen
e gli dico
"Prendetene e bevetene tutti,
questo è il calice delle mie lacrime
offerto in sacrificio per voi
per questa sacrosanta rottura di coglioni
dell'anno 1992."
Io e il mio amico R
"Hai paura?"
"No io non ho paura"
Saltiamo sul fiume.
é stato come farci divorare la foce di tutti i nostri pensieri dissoluti
nell'acqua gelida di un caldissimo Agosto
ci siamo fatti frustare i capelli dalla dolcezza della pioggia torrenziale
abbiamo preso il thè delle cinque con le Galline nostresignore
abbiamo trovato l'àncora della salvezza nella cremina doposole
e abbiamo condiviso l'esoterico rito della doccia sfanculizzasalsedine
in cortile
Fischiettando trasformo un soffio in palude
e vi dico Arrivederci.
(E vorrei incontrarti lì.
Dopotutto abbiamo dimenticato,
e il sole ha bruciato tutto sorridendo istericamente,
forse sì,quella roulotte abbandonata doveva essere
un'avvertenza)
E io ti guardo dal finestrino un pò sporco
Abbandonandoti.
domenica 3 aprile 2011
giovedì 31 marzo 2011
Non saprò mai darti una giusta spiegazione,Amore mio
ancora la cerco anche io,e non riescono mica a darmela
è tutto un gioco disegnato molto male in un foglio un pò sporco
ma nel frattempo che corri verso l'infinito
mentre segui la mappa del tesoro che tuo papà ti ha lasciato
io proverò a raccogliere tutta la polvere di stelle che posso solo per vedere i tuoi dentini
mentre sorridi.
martedì 29 marzo 2011
C'erano una volta i pakistani che telefonavano a voce altissima nelle piazzette frantumate.
Racchiudo tutte queste banalissime parole, e mentre quelli là continuano a urlare
decido che un giorno te le spedirò insieme a una marcia funebre coloratissima
come un'esplosione di fiori primaverili.
Mi avevi promesso che avresti ricucito i nostri pensieri con il filo interdentale
al prossimo allineamento dei pianeti,quando finalmente saturno sarebbe diventato nostro amico
e venere avrebbe smesso di spaccarci le palle.
Ad ogni modo le piazzette m'hanno rotto.
Scelgo un bar fighettissimo :
caffeina per il mio tremore,grazie.
La mala educatiòn:
trovo così pornograficamente attraenti i tuoi fianchi così stretti e i tuoi seni acerbi,
ti dispiace se ti guardo il culo?
sei così bella che spaccherei questo bicchiere di cristallo da sempre euro
con le mie mille mani da femminuccia.
ma poi peccato,apri bocca e mi dici ciao e la tua voce stride come un violino
e i violini m'infastidiscono.
grazie ed arrivederci.
Pago.
Passo al porto,adesso mi tuffo e giuro che nuoto fino all'inevitabile.
i gabbiani dal regno dei cieli ci fanno sentire le loro solite serenate a stomaco vuoto:
Rendiamo grazie al signore.
Prego,stronzi.
Salgo sull'autobus.
Guardo il meraviglioso putiferio di persone costrette a una convivenza in pochi metri.
Vietato toccarsi.
Se iniziassero a baciarsi tutti in bocca,a mio piacimento.
e se iniziassero ad azzuffarsi subito dopo.
io me ne rimarrei bella che seduta col mio golfino color ciliegia
a godermi lo spettacolo.
Scendo.
Adesso rimango immobile al centro del marciapiede
e continuo a scrivere sulla moleskine estigrancazzi di tutti.
un bel ragazzo mi fissa passa e trafigge l'ingiustizia della mia fermezza.
Se fossi cieca te la darei.
(che bello il tuo cervello labirintico pieno di coriandoli e coltelli.
degno delle tue ciglia lunghe e dal tuo cuore da cerbiatta.)
Racchiudo tutte queste banalissime parole, e mentre quelli là continuano a urlare
decido che un giorno te le spedirò insieme a una marcia funebre coloratissima
come un'esplosione di fiori primaverili.
Mi avevi promesso che avresti ricucito i nostri pensieri con il filo interdentale
al prossimo allineamento dei pianeti,quando finalmente saturno sarebbe diventato nostro amico
e venere avrebbe smesso di spaccarci le palle.
Ad ogni modo le piazzette m'hanno rotto.
Scelgo un bar fighettissimo :
caffeina per il mio tremore,grazie.
La mala educatiòn:
trovo così pornograficamente attraenti i tuoi fianchi così stretti e i tuoi seni acerbi,
ti dispiace se ti guardo il culo?
sei così bella che spaccherei questo bicchiere di cristallo da sempre euro
con le mie mille mani da femminuccia.
ma poi peccato,apri bocca e mi dici ciao e la tua voce stride come un violino
e i violini m'infastidiscono.
grazie ed arrivederci.
Pago.
Passo al porto,adesso mi tuffo e giuro che nuoto fino all'inevitabile.
i gabbiani dal regno dei cieli ci fanno sentire le loro solite serenate a stomaco vuoto:
Rendiamo grazie al signore.
Prego,stronzi.
Salgo sull'autobus.
Guardo il meraviglioso putiferio di persone costrette a una convivenza in pochi metri.
Vietato toccarsi.
Se iniziassero a baciarsi tutti in bocca,a mio piacimento.
e se iniziassero ad azzuffarsi subito dopo.
io me ne rimarrei bella che seduta col mio golfino color ciliegia
a godermi lo spettacolo.
Scendo.
Adesso rimango immobile al centro del marciapiede
e continuo a scrivere sulla moleskine estigrancazzi di tutti.
un bel ragazzo mi fissa passa e trafigge l'ingiustizia della mia fermezza.
Se fossi cieca te la darei.
(che bello il tuo cervello labirintico pieno di coriandoli e coltelli.
degno delle tue ciglia lunghe e dal tuo cuore da cerbiatta.)
lunedì 28 marzo 2011
Ma poi ci frega,il mare.
Mi dici che è colpa dell'orizzonte infinitamente verticale.
Costruiremo delle incoscienze lunari con le pietre che abbiamo trovato sulla riva,
o un castello per una principessa di stoffa che protegga il mio lato più infantile.
Nel prato,sotto l'erba,stringo il bicchiere di vino fino a frantumarlo,
e tu ti preoccupi ma io non provo niente,solo cecità per le voglie invadenti di chiunque
Mi odi e vuoi uccidermi perchè non ti concedo il mio lato più morboso
e io ti voglio bene,voglio che tu sia mio papà,
saresti un sacco fiero di me.
-Ma io sarò felice?
-tu sei già felice,grilletto,guardati.
-Ma io voglio essere più felice! e poi per sempre,tutti i giorni!
-forse non lo sarai. Sei troppo intelligente.
Poi guardo il mare,ieri ti sei scopato una che ti ha fatto la tabella astrale o non so che cazzo,
il problema è che non sei quella che cercavo e tu sei così bellina,così stronzetta,dammi la tua lingua ancora,uccidimi,fà di me quello che vuoi,
e mi fai ridere,non ci sono soffitte eroiche che limitino l'indecenza della nostra libertà.
e tornando a casa,mentre il sole rimbalza sui tuoi occhiali mentre guidi,
ti voglio bene.
Mi dici che è colpa dell'orizzonte infinitamente verticale.
Costruiremo delle incoscienze lunari con le pietre che abbiamo trovato sulla riva,
o un castello per una principessa di stoffa che protegga il mio lato più infantile.
Nel prato,sotto l'erba,stringo il bicchiere di vino fino a frantumarlo,
e tu ti preoccupi ma io non provo niente,solo cecità per le voglie invadenti di chiunque
Mi odi e vuoi uccidermi perchè non ti concedo il mio lato più morboso
e io ti voglio bene,voglio che tu sia mio papà,
saresti un sacco fiero di me.
-Ma io sarò felice?
-tu sei già felice,grilletto,guardati.
-Ma io voglio essere più felice! e poi per sempre,tutti i giorni!
-forse non lo sarai. Sei troppo intelligente.
Poi guardo il mare,ieri ti sei scopato una che ti ha fatto la tabella astrale o non so che cazzo,
il problema è che non sei quella che cercavo e tu sei così bellina,così stronzetta,dammi la tua lingua ancora,uccidimi,fà di me quello che vuoi,
e mi fai ridere,non ci sono soffitte eroiche che limitino l'indecenza della nostra libertà.
e tornando a casa,mentre il sole rimbalza sui tuoi occhiali mentre guidi,
ti voglio bene.
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